Beato Pio IX
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Giovanni Maria Mastai Ferretti
- Nato a Senigallia il 13 maggio 1792 – morto a Roma il 7 febbraio 1878
- Eletto il 16 giugno 1846 – fino alla morte il 7 febbraio 1878
- Proclamato Beato il 3 settembre del 2000

Stemma personale di Pio IX.
Nato a Senigallia, Ancona, il 13 maggio 1792, era il nono ed ultimo figlio del conte Girolamo e di Caterina Solazzi. La famiglia contava 2 vescovi: Andrea a Pesaro e Paolino curiale a Roma. Ammalato fin da giovanissimo di epilessia che cessò solamente intorno ai 30 anni al punto che fu costretto ad una speciale dispensa e dell’ausilio di un assistente alla messa per l’ordinazione. Questa malattia gli impedì un cursus studiorum regolare e lo rese fortemente emotivo ma al contempo simpatico, cordiale ed estroso, anche se messo alle strette lo portava alla severità ed alla durezza.
La sua decisione di farsi sacerdote maturò a Roma nel 1816 essenzialmente per motivi ascetici e non di certo con la speranza di fare carriera nella gerarchia ecclesiastica.
Studiò al collegio romano fino al 1819, anno in cui venne ordinato, per poi dedicarsi, soprannominato Tata Giovanni, all’assistenza dei giovani poveri e in missioni di carità nel Lazio e nelle Marche. Ottenne poi nel 1823 di accompagnare monsignor Muzi in veste di segretario in una missione in Cile; sfortunatamente lo scontro avvenuto fra il Muzi e le autorità del neo costituito stato cileno fecero naufragare miserabilmente la missione e nel luglio del 1825 furono tutti di ritorno a Roma. La sua serenità e la sua prudenza in occasione del viaggio testè conclusosi furono tanto apprezzati nella Curia da fargli ottenere: immediatamente l’incarico di direttore dell'ospizio di S. Michele a Roma, nel 1827 la promozione a vescovo di Spoleto, nel 1832 la promozione ad arcivescovo di Imola e nel 1840 infine la promozione a cardinale.
Ovunque andasse e con chiunque si raffrontasse andava sempre mostrando un animo mite, moderato, aperto e realista, cosa che di fatto catturava le simpatie sia dei conservatori che dei cosiddetti liberali moderati. Era lui stesso spesso considerato un liberale perché sostenitore della necessità di cambiamenti amministrativi e simpatizzante con le aspirazioni nazionalistiche italiane specialmente dei neo guelfi.


